Il paese delle meraviglie

“Come vedete, non importa nascere in un pollaio, quando si ha poi la fortuna di diventare cigno” (Hans Christian Andersen)
Così nascono le grandi creazioni, dal nulla.

La scuola di ArterieTeatro avrebbe dovuto, presto, rappresentare al pubblico una storia con protagonista un cigno. Mi ha fornito un lungo vestito, confidando nella mia fantasia e nel mio lavoro, mi ha chiesto di trasformarle in un cigno. Come poteva una cosa che somigliava ad un brutto anatroccolo trasformarsi in un bellissimo cigno?

Il tempo era poco, guardavo il vestito e mi ingegnavo. Sui lati, ho sollevato le estremità del vestito fermandole ad altezza coscia, lasciando morbido uno strato di tessuto su cui, una ad una, ho attaccato piume. In questo modo, quando l’attrice si sarebbe mossa avanti e indietro nel palco, si sarebbero intraviste le piume di questo anatroccolo all’apparenza, ma un elegante cigno per chi avrebbe saputo coglierne i dettagli.


Per completare la traformazione ho realizzato dei guanti, sulle dita di uno di questi ho applicato delle paillettes rosse in modo da poter mimare il becco dell’animale con un gesto della mano, mentre sul resto del braccio, con pazienza e precisione, vi ho cucito le piume, andando gradualmente dalla più piccola a quella più lunga. Più andavo avanti col cucirle e più somigliava ad un cigno che mi guardava e ringraziava per avergli dato vita.


Lo spettacolo è stato un successo grazie alla passione di Arterie Teatro, alla bravura degli attori e all’impegno di tutti i collaboratori.

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