Innamorato Pazzo

Le mie collaborazioni con il teatro continuano. Questa volta sono stata immersa in una delle più belle e complesse storie covalleresche di tutti i tempi…sto parlando dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.
La nota compagnia teatrale con cui spesso collaboro, ha voluto mettere in scena questo storico poema, o meglio, una rivisitazione del poema, concentrandosi sul tema della follia e dell’amore, il leitmotiv della storia, e sui tre principali personaggi che la rappresentano: Orlando, Angelica e Bradamante.
Ne “L’Innamorato Pazzo” si contrappongono due tipi di amore, la libertà di amare e il sacrificio per amore da una parte, il desiderio di possesso che si trasforma in pazzia dall’altro.

È una rappresentazione dinamica su uno sfondo di giochi tra luci ed ombre.

Quando ho letto la trama e ho visto la scenografia, la scelta nel colore degli abiti è stata molto semplice. Il bianco, sinonimo di purezza e libertà, avrebbe rappresentato al meglio il tema dell’amore, e nelle scene tra luci ed ombre, gli abiti avrebbero sicuramente risaltato i personaggi.

Essendo un poema cavalleresco, ho voluto riprendere lo stile degli abiti dell’epoca, abiti lunghi e morbidi, aggiungendo qualcosa di moderno e unico che esaltasse la bellezza e sinuosità dei corpi delle due fanciulle, Angelica e Bradamante, permettendo , allo stesso tempo, una facilità nei movimenti alle attrici in scena.

Mentre, nella giacca realizzata per il personaggio maschile, ho voluto mostrare al pubblico la virilità e la superbia dell’ Orlando che, per la troppa gelosia, si trasforma in “innamorato pazzo”.

 

Alla prossima …

Per non dimenticare

Per non dimenticare…
Il 27 gennaio 1945, i soldati sovietici liberavano il campo di concentramento di Auschwitz e ogni anno, in tutto il mondo, in questo giorno si ricordano tutte le vittime dell’ Olocausto.
Una pagina della storia da ricordare per insegnare all’umanità a non commettere gli stessi errori, a guardare indietro per costruire il futuro in modo migliore.

Nonostante lo sguardo critico verso il passato, la quotidianità ci mostra ogni giorno immagini che non vorremmo mai vedere. Gli uomini continuano a ricordare il passato, ma commettono gli stessi errori nel presente. Le immagini di esseri umani dietro muri di filo spinato, uomini e bambini che, oggi forse non avranno il “pigiama a righe”, ma gli occhi tristi della disperazione, sarebbero dovute rimanere solo nel ricordo di 70 anni fa e, invece, vengono riproposte, purtroppo, anche nel XXI secolo.
Anche questa volta ho contribuito anche io a ricordare tutte le vittime dell’Olocausto.

Il tessuto del vestito a righe , disegnato e realizzato per la rappresentazione di uno spettacolo di teatro , l’ho sentito, non solo al tatto sulle dita delle mie mani, ma dentro l’anima. Ho provato un miscuglio di emozioni in ogni fase della realizzazione del vestito: nell’ispirazione, nella creazione, nel taglio e nella semplicità della cucitura, in quelle righe che sono state simbolo dei campi di concentramento, nei colori cupi e neutri, nel grigiore dell’abbigliamento che rispecchia tanti quelle giornate che hanno segnato la storia.


Questo voleva essere un ricordo per non dimenticare, ma allo stesso tempo una speranza affinché le future ispirazioni artistiche non siano più basate su episodi tristi come quello dell’Olocausto.

Personalizzazioni :)

Spesso a tutti noi capita di vedere un abito, una maglietta o un paio di pantaloni che non ci piacciono più ma non vogliamo nemmeno toglierli dal nostro armadio perché li vogliamo indossare ancora, perché addosso ci stanno così bene e sono così comodi che sarà difficile trovarli un altra volta.

A me e capitato molto spesso, ma la voglia di creare si é sempre svegliata in me al momento giusto, così mi capita molto raramente di svuotare l’armadio 😛

Questi giorni facendo il cambiamento di stagione ho visto in particolare un paio di jeans e un mio vestito che non ricordavo più di avere e mi sono piaciuti come nel momento in cui li acquistai. Ma mancava quel tocco in più e dovevano diventare ancora più carini e più miei.

Personalizzare non è difficile, basta aggiungere o togliere qualcosa ed é fatta, alla fine lo possiamo fare tutti, e a me piace sentire mio quello che indosso e per questo spesso e volentieri su i miei capi si trovano dettagli che all’inizio non li appartenevano, come le pietre nel risvoltino dei jeans o il ricamo di pietre sul vestito o meglio ancora i disegni.

15605_10206586699529920_3637356399809424179_n 10408741_10206100927545924_266811210157124021_n 11081156_10206504932045784_2184617447459807818_n Tutti abbiamo la libertà di giocare, inventare e creare. Un tocco innovativo, un tocco di personalizzazione e volare con la fantasia  🙂